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I soliti aumenti annuali dei pedaggi autostradali


31 dicembre 2015 - Cinzia Franchini, Presidente nazionale CNA-Fita, scrive agli autotrasportatori artigiani: Cari colleghi autotrasportatori, preparatevi dunque a subire ancora l’ennesimo aumento dei pedaggi. L’anno scorso sono cresciuti dell’1,32% mentre, nel 2016, dovrebbero aumentare solo, si fa per dire, dell’1,1%. Dalle vostre Associazioni di rappresentanza non aspettatevi rimbrotti o peana contro i Concessionari autostradali, perché con questi ultimi, loro, hanno già ottenuto ciò che preferiscono: i soliti rimborsi all’autotrasporto, garantiti da fondi pubblici, attraverso l’intermediazione dei consorzi di servizi che si trattengono le consuete provvigioni le quali vanno ad assottigliare le reali risorse destinate alla categoria. Staremo poi a vedere, tratta per tratta, di quanto sarà realmente l’aumento medio per il 2016 al casello! Dal Governo di turno la vicenda è stata trattata alla stregua degli altri Governi che si sono fin qui succeduti. Le solite orecchie da mercanti. Magari da chi ha criticato le Associazioni di categoria definendole corpi intermedi per la loro inerzia al cambiamento e la loro predilezione al corporativismo, ci saremmo aspettati più attenzione per chi, come la CNA-Fita, ha avanzato proposte e soluzioni che avrebbero potuto stravolgere, almeno sui pedaggi, lo status quo, garantendo al contempo gli interessi del Paese e quelli della stessa categoria. Nell’autotrasporto l’unitarietà dei corpi intermedi dimostra invece di preferire lo schema consortile sopra richiamato “dei rimborsi” a carico dello Stato, agli “sconti direttamente al casello” a spese dei concessionari autostradali.


Eppure chi spesso critica quei corpi intermedi, il Governo, alla fine, pare avere scelto corpulenti intermediatori a senso unico. E’ evidente che chi gestisce e rappresenta le autostrade italiane pare essersi impadronito anche delle sorti del nostro settore; ciò che stupisce non è però l’evidenza di tutto ciò, quanto l’incapacità di chi si è candidato a cambiare il Paese e a cambiare verso, a rendersi realmente autonomo da certi schemi che quel cambiamento di sicuro non lo vogliono. Che l’unitarietà della categoria assomigli ad un conclave di comparse con un unico regista - impresario è un dato di fatto. Per governare l’autotrasporto tanto è bastato, ma almeno noi abbiamo preferito non partecipare alla solita farsa. Così i pedaggi continuano ad aumentare senza poter minimamente mettere in discussione il modello di business che vede lo Stato rimborsare non gli autotrasportatori, bensì tutte le sovrastrutture create ad arte per riassorbire una parte importante di quegli stessi incentivi. Invece di cambiare, si sceglie di perseverare e, dopo il fallimento del Sistri (sistema di tracciabilità dei rifiuti) pagato a caro prezzo da tutti noi, si prepara anche la nuova “Piattaforma - infrastruttura telematica e il nuovo pedaggio” da far gestire ai soliti noti. CNA-Fita ha da tempo smesso di prestarsi a questa messa in scena dove si urla di tutto e di più mantenendo però inalterati gli “affarucci di bottega”. Di certo oggi non è diventata corta solo la coperta delle imprese, ma si è ristretta a dismisura anche quella della credibilità di chi si è proposto a rappresentarne gli interessi nelle Associazioni e in Parlamento.

Check up Mezzogiorno, segnali di ripartenza al Sud


31 dicembre 2015 - I segnali di vitalità dell’economia meridionale, visibili già nella prima parte dell’anno, si sono infittiti, tanto da far prevedere la possibilità di valori timidamente positivi per il PIL meridionale già alla fine del 2015. Secondo le stime di Confindustria e SRM (Centro Studi collegato al Gruppo Intesa Sanpaolo), il PIL del Mezzogiorno dovrebbe infatti tornare a salire dello 0,2% nel 2015 ed in maniera un po’ più robusta nel 2016 (+1%): in un caso e nell’altro, però, la crescita attesa è inferiore a quella del resto del Paese.

 Prospettive moderatamente positive per la chiusura dell’anno sono confermate anche dall’ “Indice sintetico dell’economia meridionale”, un indicatore composito (aggiornato con cadenza semestrale) che fotografa anno per anno lo stato di salute economica dell’Italia meridionale: secondo le stime, infatti, nel 2015 l’Indice dovrebbe far segnare, per la prima volta dal 2011, un valore sia pur di poco positivo.

Tre indicatori su cinque (PIL, Export e Occupazione) sono in crescita, uno (quello delle imprese) sostanzialmente stazionario: solo l’indicatore degli investimenti continua, anche per il 2015, a far segnare valori negativi, anche se il calo è minore di quello degli anni precedenti. Come negli anni scorsi, dunque, sono i bassi investimenti a condizionare le prospettive di ripresa del Sud. Il clima di fiducia delle imprese manifatturiere meridionali si mantiene sui massimi degli ultimi quattro anni, facendo segnare un valore di due punti più elevato rispetto ad un anno fa: segnale analogo viene dai consumatori, che esprimono anch’essi una fiducia ai massimi rispetto agli ultimi quattro anni.

 Al miglioramento delle aspettative ha sicuramente contribuito la crescita dell’occupazione al Sud: nei primi nove mesi dell’anno, infatti, sono 136.000 in più, rispetto all’anno precedente, gli occupati nelle regioni meridionali, riportando il dato vicino alla soglia psicologica dei sei milioni di occupati (5 milioni e 970 mila).

Rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, il tasso di occupazione sale al Sud dell’1,1%, lo 0,3% in più della media nazionale mentre la disoccupazione cala di 2 punti percentuali (sempre rispetto al III trimestre 2014), scendendo al 17,6%. All’incremento degli occupati meridionali ha contribuito lo sgravio per le nuove assunzioni a tempo indeterminato. Nei primi 9 mesi dell’anno, infatti, sono state quasi 290 mila le assunzioni agevolate al Sud su un totale di 900 mila: il dato sulla Cassa Integrazione, tornato sui livelli pre-crisi, conferma a sua volta la stabilizzazione dell’economia meridionale dopo sette anni di turbolenza.

Due nuove navi per il marchio Costa Asia


31 dicembre 2015 – Il Gruppo Costa ha annunciato ieri un accordo con Fincantieri per la costruzione di due nuove navi da crociera destinate al marchio Costa Asia. I relativi contratti dovrebbero essere operativi nel corso del 2016.

Le navi, ognuna delle quali avrà una stazza lorda di 135.500 tonnellate e una capacità di 4.200 ospiti, saranno realizzate in Italia. Saranno progettate appositamente per il mercato cinese, dove opera il marchio Costa Asia, ed entreranno a far parte della flotta nel 2019 e 2020. Le nuove navi per Costa Asia sono parte di un memorandum d’intesa siglato tra Carnival Corporation & plc e Fincantieri, relativo alla costruzione di 4 nuove navi entro il 2020 negli stabilimenti Fincantieri di Monfalcone e Marghera. Si prevede che i progetti per la costruzione delle nuove navi coinvolgeranno migliaia di lavoratori dei cantieri e dipendenti dell’indotto.

I benefici per l’occupazione non riguarderanno solo i cantieri ma, soprattutto per l’allestimento degli interni, anche imprese esterne, la maggior parte della quali sono italiane. Grazie al nuovo accordo annunciato oggi, il Gruppo Costa sale a otto nuove navi in ordine con una capacità complessiva di 45.000 letti (quattro per il marchio tedesco Aida Cruises; due per quello italiano Costa Crociere; due per Costa Asia), che porteranno la flotta ad un totale di 110.000 letti. Nel 2006 il Gruppo Costa è stata la prima compagnia di crociere ad entrare nel mercato cinese. Attualmente ci sono 3 navi Costa posizionate tutto l’anno in Cina ed Asia: Costa Atlantica, Costa Victoria and Costa Serena.

A partire da aprile 2016 si aggiungerà una quarta nave, Costa Fortuna. Le crociere Costa sono conosciute in Cina come “Italy at sea” (Italia sul mare), perché offrono agli ospiti locali un’esperienza di vacanza in stile italiano ed europeo, caratterizzata da cucina, intrattenimento e ospitalità di alta qualità.

Fincantieri: 4 cruise ships for Carnival


31 December 2015 – Following the historic agreement subscribed in March 2015, yesterday Fincantieri has signed a memorandum of agreement with Carnival Corporation & plc for the construction of four new cruise ships of an overall value of about 2.5 billion euros.

The final contracts, subject to several conditions, including satisfactory shipowner financing, are expected to be executed in 2016. Two ships will be built for the Costa Asia brand, one for P&O Cruises Australia and one for Princess Cruises.

The four units will all be built at the shipyards in Monfalcone and Marghera, with deliveries scheduled in 2019 and 2020. Once entered into service in their respective fleets, they will serve growing cruise markets, including China, Australia and others. Each unit will be designed and developed specifically for the brand and for its reference guests.

The 135,500-ton Costa Asia and P&O Cruises ships will carry 4,200 passengers. Princess Cruises’ new 143,700-ton ship will carry 3,560 passengers and will be its fourth “Royal Princess” class vessel, after “Royal”, “Regal” and “Majestic”, currently under construction in Fincantieri’s shipyards and scheduled for delivery in 2017.

This fresh momentum for the partnership between Fincantieri and Carnival Corporation, announcing a program of this magnitude for the first time this year, is of the greatest strategic importance not only for the shipbuilding industry but for the entire domestic economy. In fact, the agreement highlights a long-term program by US-based Carnival Corporation, which has invested through its partnership with Fincantieri over USD 25 billion in Italy, making it one of the country's largest foreign investors. In fact, Fincantieri has built 59 ships for Carnival Corporation’s different brands since 1990, with another 10 ships for the group currently in the company’s orderbook.

Navi da crociera, andamento di mercato


31 Dicembre 2015 - Dal 1990 ad oggi sono state costruite 216 navi da crociera di stazza lorda superiore a 10.000 tonnellate, corrispondenti ad una offerta di circa 433.000 letti bassi (LB), ovvero la quasi totalità della capacità del settore, visto che le poche unità varate prima di allora ammontano appena al 7% della capacità crocieristica.

Di queste 216 navi ben 70 sono state realizzate da Fincantieri, che si connota come il principale costruttore al mondo. Dal 1990 ad oggi alcuni produttori sono scomparsi, come i cantieri finlandesi di Rauma ed Helsinki, il primo chiuso e il secondo dedicato alla produzione di mezzi a tecnologia artica su decisione degli investitori russi che lo hanno rilevato.

La costruzione di navi da crociera resta appannaggio pressoché esclusivo di tre eccellenze europee, Fincantieri, la società tedesca Meyer Werft, che oggi controlla anche il cantiere finlandese di Turku, e la società franco-coreana STX France.

Tutti le principali compagnie stanno portando avanti importanti programmi di investimento: dalle 9 navi ordinate nel 2013 si è passati alle 16 del 2014; nel 2015 sono state ordinate 10 navi mediamente più grandi rispetto a quelle dell’anno precedente, corrispondenti a circa 40.000 LB, numero che è destinato a crescere con le unità oggetto dei vari accordi e lettere di intenti già siglate tra costruttori e armatori e attualmente in corso di finalizzazione.

Ne deriva un portafoglio ordini ai suoi massimi storici con navi in consegna fino al 2022, ciò si traduce per i cantieri in una visibilità di carico di lavoro a 7 anni contro il massimo di 5 registrato negli anni di picco.

Proroga “I capolavori della Città Metropolitana di Napoli”


31 dicembre 2015 – Volge al termine la rassegna illuminiamo i monumenti dentro e fuori, manifestazione che ha consentito di riscoprire alcune sedi storiche e parte del ricco patrimonio della Città Metropolitana di Napoli attraverso mostre, proiezioni, seminari e incontri letterari.

Un bilancio tutto positivo sia in termini di presenze che di valutazioni che i numerosi visitatori hanno espresso sull’iniziativa. Proprio in ragione di tale successo di pubblico e di critica, la mostra “I capolavori della Città Metropolitana di Napoli” – che espone presso la Reggia di Portici oltre cinquanta capolavori, tra dipinti e sculture – chiuderà il 10 gennaio, anziché il 7. Nelle date del 6, 8, 9 e 10 gennaio la mostra sarà dunque visitabile negli orari 10 – 17. Giovedì 7 gennaio, l’orario di apertura sarà 9.30 – 13. L’esposizione curata da Luisa Martorelli – insieme alle mostre al chiostro di Santa Maria la Nova e a tutti gli eventi che hanno caratterizzato il ricco palinsesto dell’iniziativa “illuminiamo i monumenti dentro e fuori” – ha contribuito a far conoscere la Città Metropolitana come nuova istituzione per lo sviluppo strategico del territorio di area vasta con i suoi 92 Comuni.

Autotrasporto: grave atto incendiario al consorzio Lotras


30 dicembre 2015 - Nuovo avvertimento di stampo mafioso contro il Consorzio Lotras di Agrigento, da sempre sostenitore della battaglia che Cinzia Franchini, presidente nazionale CNA-Fita, l’associazione di rappresentanza degli autotrasportatori artigiani, sta portando avanti per contrastare le infiltrazioni malavitose nel comparto. Secondo la ricostruzione delle forze dell’ordine, la scorsa notte, alcuni uomini hanno tentato di incendiare uno dei mezzi del presidente del Consorzio, nonostante la presenza dalle telecamere a circuito chiuso le cui riprese sono attualmente al vaglio delle forze inquirenti.

Gli incendiari, non riuscendo nel loro intento grazie alle specifiche caratteristiche ignifughe del semirimorchio frigo, hanno praticato diversi fori nella parete del cassone nei quali versare il liquido infiammabile e bruciare così l’intero autocarro, nelle vicinanze del quale è stata lasciata una tanica di benzina ed una bombola di gas.

Questo non è l’unico avvertimento indirizzato al Consorzio; il primo fu rivolto al direttore della struttura (che è anche presidente provinciale della CNA-Fita), Salvatore Puleri, nel 2013 quando il Lotras, seguendo la posizione dell'associazione nazionale, boicottò la realizzazione del fermo proclamato dai Forconi. Allora il messaggio contro Puleri e la Franchini fu inequivocabile: “Sappiate che vi stiamo dietro e non vi molliamo….

Se sarà il caso vi ammazzeremo. La tua presidente nazionale sarà ricompensata con il cemento armato..voi stati con i prefetti e con gli sbirri noi siamo con il popolo..”. Solo lo scorso 17 dicembre poi la presidente nazionale CNA-Fita, Cinzia Franchini, si è recata a Catania, per richiedere la costituire di parte civile dell’associazione nel processo “Caronte”, (udienza rinviata), contro quella che dagli inquirenti è stata definita “la cupola” dell’autotrasporto capeggiata dal boss Vincenzo Ercolano, reggente del clan Ercolano-Santapaola, noto come il re dell'orto-frutta e che, a quanto emerge dalle inchieste giudiziarie, ha nella gestione dei traffici delle merci potenti e importanti interessi economici.

Napoli - Comitato Portuale: rinviata approvazione bilancio previsione 2016


30 dicembre 2015 - Bilancio di previsione 2016: il Comitato Portuale del porto di Napoli ha deciso, ieri 29 dicembre dopo una lunga discussione, di chiedere la riformulazione sulla base del parere negativo espresso dal Collegio dei revisori sui 77 milioni di euro appostati alla voce investimenti e legati all’assegnazione da parte della Commissione Europea.

A nulla è valso l’invio da parte del Capo Gabinetto del Governatore Vincenzo de Luca di una comunicazione, in data 21 dicembre, in cui si afferma che il porto di Napoli rientra nella programmazione 2014-2020 del Grande Progetto per un importo pari a 148 milioni di euro.

 L’Autorità Portuale dovrà così procedere, in attesa dell’approvazione del bilancio di previsione, con la gestione provvisoria che significa lavorare esclusivamente sull’ordinario e con una possibilità di spesa per dodicesimi riferiti però al bilancio 2015. L’ufficio Contabile dell’Autorità Portuale, dunque, deve riscrivere il bilancio di previsione tenendo conto che l’avanzo di amministrazione non potrà prevedere, sino alla effettiva assegnazione, i fondi europei previsti nel Grande Progetto per il porto di Napoli.

Nulla di fatto anche per il punto all’ordine del giorno relativo all’ipotesi di transazione con la società Conateco. I componenti del Comitato hanno espressamente chiesto che sia l’Autorità Portuale a decidere. “Rilevo - ha precisato il Commissario Straordinario Antonio Basile - che non sono stati sollevati motivi ostativi alla transazione, la cui definizione viene adesso lasciata alla trattativa tra i legali”.

Confesercenti: la spesa per il cenone di Capodanno in Campania


30 dicembre 2015 - Al Sud e in Campania ogni cittadino spende in media quasi il doppio di quanto farà un connazionale al Nord per il cenone di Capodanno. E' quanto emerge da uno studio della Confesercenti Nazionale realizzato dalla SWG di Trieste (esperta di ricerche di mercato e di studi di settore). Secondo tali dati in media ogni italiano spenderà circa 93 euro per il cenone, ma la cifra varia da zona a zona.

Sono 75 gli euro in media stanziati da un cittadino del Nord, 94 per uno del Centro e ben 134 per uno del Sud e delle Isole. E' la “Generazione X” a spendere maggiormente per l'ultimo dell'anno, ovvero 104 euro in media. Il trend per Capodanno conferma la spesa per i pranzi di Natale (del 24 e del 25): in quel caso la stima è stata di 99 euro a persona (83 nord, 112 centro, 118 sud/isole). Per Vincenzo Schiavo, presidente Confesercenti di Napoli e Campania, la lettura di questi dati è chiara:
«Al Sud, specie a Napoli e in Campania, si spende di più perchè c'è maggiore legame con le radici e con la famiglia. Le tradizioni al Meridione vincono e risollevano anche, in tal senso, il fattore economico. Al Sud, e in Campania in particolare, si avverte maggiormente la necessità di stare in famiglia a Capodanno, ma questo non viene colto da chi ci governa.
L'Italia è un paese che viaggia a due velocità: al Nord l'economia va veloce, al Sud va lenta, eppure c'è maggiore attenzione alla coesione, alla famiglia, pur avendo possibilità di spesa, servizi e capacità economiche molto inferiori al Settentrione. L'Italia dovrebbe imparare a non essere divisa ma a viaggiare insieme: non oso immaginare cosa avrebbe significato avere al Meridione una chance come l'Expo, quante attività, servizi e strutture si sarebbero potute realizzare. 
Questo perchè l'Italia, nei confronti dell'Europa, potrebbe giocarsi le sue carte ripartendo dalla propria identità, basandosi sul Sud e sulle tradizioni che dalle nostre parti vengono difese. I dati di spesa per il cenone di Capodanno – aggiunge e conclude Schiavo - vanno letti in questo modo, come un'occasione per ribadire che l'Italia dovrebbe far crescere la cultura legata alle radici e all'identità. Sarebbe un'ottima opportunità per migliorare l'economia dell'intero Paese, per correre insieme e non a due velocità diverse». 
 Lo studio di Confesercenti, tramite SWG ha anche messo in rilievo come l'allarme dell'OMS sulle carni rosse ha influito poco o nulla sulla spesa degli italiani e che le aspettative degli stessi per le feste natalizie non sono cambiate nell'ultimo anno, né in peggio ma neanche in meglio in ossequio all'invocata o paventata ripresa.

Il sindaco di Genova sfratta i tir dall'area di Campi

30 dicembre 2015 - Secondo voci insistenti e purtroppo fondate, l’Amministrazione comunale di Genova avrebbe deciso “unilateralmente” di sottrarre ai camion anche l'area di Campi per destinarla ad altre attività. Tale area, anche se in pessime condizioni e quotata a caro prezzo, è l'unica possibile area di sosta per i TIR in arrivo o in partenza dal porto di Genova. Trasportounito, associazione degli Autotrasportatori, ora dice “basta !” .
“Stanno prendendo in giro non solo le imprese e i lavoratori dell’autotrasporto – afferma Giuseppe Tagnocchetti, coordinatore di Trasportounito per la Liguria - ma l’intera comunità degli operatori portuali ed i cittadini genovesi che da anni sono costretti a convivere con Tir, obbligati a transitare in città e parcheggiare dove capita. Con la chiusura di Campi la situazione è destinata a deteriorarsi drammaticamente". 
Quarant'anni di promesse, idee, confronti, proteste (ultima, in ordine di tempo, quella dei tir lumaca nello scorso mese di aprile), progetti finti, virtuali, parziali o interminabili (come il parcheggio in zona aeroporto), dossier consegnati ai Prefetti (storia dell'autoparco genovese) ipotesi di parcheggio prima nelle aree Colisa, poi a Campi, quindi a Trasta, poi nelle aree dell'ex Ilva di Cornigliano; tutto fumo come la farsa dell’autoporto.

Nel frattempo il porto, la città e l’autotrasporto assistono passivamente a un pericoloso aggravamento del degrado infrastrutturale; con camion e mezzi (più di 3000 al giorno) che distruggono le sospensioni su strade dissestate; mezzi bloccati sulle strade in ingresso ai terminal portuali con una insostenibile sovrapposizione fra traffico di mezzi pesanti e traffico urbano; veicoli che parcheggiano in spazi di sosta abbandonati in tutto il ponente cittadino (mai concessi seppur richiesti dalle imprese); autisti costretti a utilizzare edifici diroccati come servizi igienici a cielo aperto.
"L’amministrazione comunale - ha precisato Giuseppe Tagnochetti, Coordinatore ligure di Trasportounito - e le altre Istituzioni coinvolte (Autorità Portuale e Regione) devono immediatamente chiarire quanto sta accadendo e cosa intendono realmente fare".

Gioia Tauro: approvato il Piano Operativo Triennale


30 dicembre 2015 - Chiusura dell’anno in piena operatività all’Autorità portuale di Gioia Tauro che saluta il 2015 con il tanto atteso insediamento del neo Comitato portuale e del nuovo Collegio dei revisori. Un buon auspicio per l’avvio del nuovo anno che ha visto il Parlamentino dell’Ente, dopo un lungo periodo di inattività, riunirsi ieri con all’ordine del giorno la discussione di misure importanti che definiscono la strategia messa in campo per affrontare le sfide che il mercato impone agli scali portuali che ricadono nella propria circoscrizione (Gioia Tauro – Crotone – Corigliano Calabro – Palmi e Villa San Giovanni).

A dare inizio ai lavori è stato il Commissario straordinario dell’Autorità portuale di Gioia Tauro, Andrea Agostinelli, che ha sottolineato l’importanza del momento grazie alle scelte fatte:
“Pur in attesa della riforma portuale – ha dichiarato Agostinelli – abbiamo deciso di insediare il nuovo Comitato portuale perché, nonostante si potesse pensare ad una scelta azzardata in vista della riforma che comunque ha subito un freno, siamo fermamente convinti della necessità di dover essere operativi a 360 gradi per dare una chiara rotta all’attività dell’Ente. Per questo motivo, ringrazio il mio staff dell’Autorità portuale che ha lavorato, intensamente, per riesaminare i risultati elettorali del Comitato e proclamare gli eletti. 
Nel contempo è stato nominato il Collegio dei revisori dei conti, chiamato a manifestare il proprio parere sulle manovre economiche dell’Ente. Oggi, quindi, siamo in grado di condividere un ordine del giorno che ritengo particolarmente nutrito perché animato da questioni di estremo rilievo. Mi riferisco al Piano operativo triennale, condiviso pienamente dalla Regione Calabria, rappresentata dall’assessore Francesco Russo con cui ci troviamo in piena sinergia. Siamo di fronte ad un POT 2016-2018 – ha concluso Agostinelli – che non è il libro dei sogni ma è la fotografia concreta di una strategica programmazione animata da opere infrastrutturali che realizzeremo”. 
 Alla base della futura panificazione, tracciata dall’ufficio tecnico nel POT 2016-2018, per il porto di Gioia Tauro, leader nazionale del transhipment, vi è la volontà di mantenere alta la competitività dello scalo, già capace di accogliere navi di ultima generazione. E’ in questa ottica che si inquadrano la prosecuzione e il completamento dei lavori di approfondimento e consolidamento del canale portuale. Si punta ad ottenereuna profondità dei fondali pari a 18 metri che andrà, così, ad aggiungersi a quella già esistente.

Attraverso il completamento dei lavori di dragaggio sarà, altresì, garantita la stabilizzazione dei fondali, necessaria a ridurre la formazione continua di dune sottomarine, create principalmente dalle eliche delle navi portacontainer nel corso delle manovre di entrata e uscita in porto.

Molta attenzione è stata rivolta al collegamento esterno del porto con l’entroterra grazie alla pianificazione del sistema viario dell’area con la costruzione di una tangenziale che connetterà direttamente l’autostrada, provenienza Sud, al porto attraverso un anello stradale che servirà ad alleggerire, dal traffico dei mezzi pesanti, la città di Gioia Tauro. Eguale attenzione è stata rivolta al centro abitato di San Ferdinando che sarà reso libero dal passaggio di automezzi tramite la creazione di un diretto collegamento tra il varco doganale di San Ferdinando e lo scalo portuale.

Genova approvate tariffe rimorchio, riduzione dell'1,54%


29 dicembre 2015 - L’anno nuovo porterà al porto di Genova un regalo quanto mai inatteso, ma sempre sperato. Nonostante l’inserimento nel servizio di rimorchio di due nuovi rimorchiatori di ultima generazione e più potenti – necessari per l’effettuazione delle manovre che hanno ad oggetto le navi di sempre maggiori dimensioni che scalano il porto – l’istruttoria per il rinnovo delle tariffe del servizio, valide per il biennio 2016-2017, condotta dalla Capitaneria di porto nell’ambito delle sue competenze esclusive, si è conclusa con una riduzione dell’1,54%.

 Tale riduzione è stata resa attuabile grazie soprattutto, da un lato, alla diminuzione del costo del carburante, che ha interessato buona parte del 2015 e si attende rimanga stabile anche per l’anno prossimo, ma dall’altro lato, ad una più efficiente organizzazione del servizio stesso, che ha permesso alla Società concessionaria di ottenere un risparmio sui costi di gestione.
“Grazie a tale ottimizzazione del servizio di rimorchio” – ha messo in evidenza l’Ammiraglio Pettorino, Comandante della Capitaneria di porto – “è stato possibile conseguire il duplice obiettivo di garantire standard sempre più elevati di sicurezza della navigazione portuale e qualità del servizio, soprattutto nei confronti delle navi di grandi dimensioni che attualmente il porto riceve e di quelle che si attendono nel prossimo futuro, ma anche una riduzione del costo delle tariffe che, seppur piccola, in ogni caso è del tutto in controtendenza rispetto ai rinnovi tariffari biennali precedenti”.
 L’Ordinanza n. 401/2015 del 22 dicembre scorso, con la quale sono state approvate le nuove tariffe, entrerà in vigore dal 1° gennaio 2016 e rappresenta, quindi, un ulteriore elemento che contribuisce al mantenimento della competitività e dell’affidabilità del porto di Genova e dei suoi servizi tecnico-nautici, vero valore aggiunto dell’economia di uno scalo internazionale come quello genovese, che, insieme alla quotidiana attività di regolazione posta in essere dall’Autorità marittima, nell’interesse della sicurezza e dello sviluppo, pongono le basi per affrontare al meglio le sfide del futuro.

BV certifica l’eredità lasciata alle comunità e ai territori

29 dicembre 2015 - Si sintetizza in una parola, “eredità”, la nuova sfida che Bureau Veritas Italia lancia sul mercato italiano della certificazione, fornendo a chiunque organizzi un evento, culturale come sportivo, uno spettacolo o anche una conferenza o un forum, le chiavi per trasformare questa occasione in una eredità permanente al territorio e alle comunità locali. Protagonista in Francia della certificazione Iso20121 rilasciata proprio dalla capogruppo alla Conferenza mondiale sul clima, Bureau Veritas ha tracciato con le certificazioni rilasciate al Festival Tocati degli artisti di strada a Verona, a un evento nell’ambito del Carnevale di Venezia e più di recente al Teatro di Ferrara, la strada per un approccio profondamente innovativo alla gestione degli eventi pubblici, che in questa prospettiva non sono solo chiamati a dimostrare una sensibile riduzione nell’impatto ambientale, ma anche a lasciare una traccia positiva, per appunto un’eredità. Come? Generando le condizioni per lasciare qualcosa di positivo alle future generazioni: dalla ristrutturazione attuata per quello specifico evento di un edificio che potrebbe essere utilizzato dalle future generazioni, a un messaggio culturale (è il caso della Conferenza di Parigi o dell’Expo di Milano) che resti, “parli alla gente” e teoricamente condizioni in modo virtuoso gli stili di vita. La certificazione Iso 20121 spazia quindi dall’utilizzo di mezzi di trasporto a basse emissioni organizzati per assistere a un dato evento, alla capacità di relazione articolata fra il contenitore che ospita l’evento e quindi la macchina organizzativa, con gli stakeholders, ovvero tutti quei soggetti che dall’evento potrebbero trarre beneficio. Sensibilità ambientale, sensibilità sociale, messaggi culturali, sono le componenti articolate dell’eredità che dovrebbero trasformare eventi sino a oggi concepiti e progettati con fatti estemporanei in piccole scintille di cambiamento e di miglioramento. “Il processo di certificazione non casualmente passa – sottolinea Ettore Pollicardo, amministratore delegato di Bureau Veritas Italia, ribadendo lo sforzo in atto e l’impegno nel campo dell’innovazione – attraverso un lavoro in joint fra il soggetto organizzatore e gli stakeholder, ovvero attraverso un iter di sensibilizzazione reciproca su tematiche come le emissioni, la disabilità, la cultura, la formazione dei giovani“.

Nel 2015 in Campania chiuse oltre 6mila imprese


29 dicembre 2015 - Fine anno, tempo di bilanci. La Confesercenti ha raccolto i dati dell'anno solare 2015 che evidenziano uno stato di crisi delle imprese ancora imperante. Con riferimento specifico alla Campania, in 365 giorni (da dicembre 2014 allo stesso mese di quest'anno) ci sono state 6106 imprese che hanno cessato la loro attività (del commercio al dettaglio), a fronte di 3756 nuove iscrizioni.

Una percentuale preoccupante, perchè - in sostanza - per ogni nuova attività che nasce, ne muoiono due. A Napoli e a Caserta i dati più allarmanti: la prima detiene il primato negativo di cessazione delle imprese (3090, il 50% dell'intera regione), la seconda la percentuale in proporzione più alta (-1.6% di chiusura di imprese al commercio al dettaglio rispetto al 2014). «Il nostro è un grido d'allarme serio e netto - ammonisce Vincenzo Schiavo, presidente di Confesercenti Napoli e Campania - Dov'è lo Stato? È assente, senza dubbi. E invece è chiamato a intervenire, in modo tempestivo e deciso. In questo momento di crisi non è possibile sostenere il 60% di tasse.

È impensabile che le nostre imprese sostengano costi di gestione e lavoratori con il 40% del fatturato, senza dimenticare che nel 2016 sono previsti ulteriori aumenti di luce, gas e acqua. I nostri affiliati, gli esercenti e le imprese, sono sempre più deboli. Lo Stato intervenga. Il premier Renzi non può pensare di ridurre nel 2018 le tasse, deve farlo prima: di questo passo tra tre anni ci sarà la cessazione attività di altre 20mila imprese, con oltre 100mila lavoratori che saranno disoccupati, alzando ulteriormente il tasso di disoccupazione in Campania e al Sud.

A quel tempo - conclude Schiavo - il malato sarebbe agonizzante, bisogna intervenire per “curarlo” prima». Lo studio della Confesercenti mette in rilievo anche altri dati: in generale in Campania hanno chiuso circa il 15% di imprese del commercio al dettaglio dell'intera Italia e il 25% del comparto Sud e Isole. Nel contempo nella nostra regione c'è stato solo il 17% di iscrizioni di nuove attività. Con riferimenti alle categorie commerciali, calano quasi tutte tranne la ristorazione (+3,1% a Napoli, 2,8% in Campania), edicole e giornali (+15,7% a Napoli, +9.2% in Campania) e soprattutto il commercio via internet, che registra finalmente un'impennata di iscrizioni di imprese nella nostra regione (+ 21.6% rispetto a dicembre 2014) con boom a Napoli (+28.2%). Oasi felici nel generale andamento negativo per il quale Schiavo e la Confesercenti regionale chiedono a gran voce l'intervento dello Stato.

“Guidare il tir è usurante”: a breve il ddl


29 dicembre 2015 - E’ approdata al Senato della Repubblica, con la conferenza stampa di Palazzo Madama dello scorso 23 dicembre, l’iniziativa “Guidare il tir è usurante” di Trasportounito. Presenti, per l’Associazione, il Segretario Generale - Maurizio Longo, il Presidente Drive CLUB - Antonio Mollica, il Segretario per la provincia di Taranto - Biagio Provenzale, che hanno relazionato all’evento insieme ai rappresentanti politici che risultano firmatari, per primi, della “legge per il riconoscimento del lavoro usurante per gli autisti di veicoli industriali”. Hanno partecipato, unitamente ad operatori del settore, Confartigianato Trasporti (in persona del componente della segreteria nazionale, Sergio Soffiatti), OO.SS. ed Associazioni di Formazione Professionale – settore Automotive. Di impianto normativo italiano fallimentare per l’autotrasporto ha parlato il Segretario Generale di Trasportounito, Maurizio Longo, descrivendo una situazione di privilegio dei committenti e delle “pressioni” da questi esercitate sulle aziende di autotrasporto: 1. Zero responsabilità, 2. Pagare il meno possibile; 3. Puntualità nella consegna. Longo ha evidenziato la necessità di scongiurare che tali pretese si scarichino interamente sulle aziende di autotrasporto e sui conducenti auspicando, a monte, una migliore politica dell’autotrasporto; a valle, il giusto riconoscimento del lavoro “usurante” per gli operatori di categoria. In assenza di tali interventi, ha ribadito, sarà difficile invertire uno scenario sempre più segnato dalla migrazione internazionale delle imprese di autotrasporto ed impossibile salvaguardare l’occupazione dei conducenti italiani. Superare la conflittualità imprese/conducenti e lottare insieme per tutelare le poche imprese italiane ancora in attività e posti di lavoro: l’obiettivo è espresso nel corso della conferenza dal Presidente del Drive CLUB Trasportounito, Antonio Mollica, auspicando un aumento dei controlli sui veicoli con targa estera circolanti in Italia da parte delle forze di P.S. e l’introduzione di una normativa efficace per il contrasto del cabotaggio irregolare. Cordoglio e solidarietà sono stati espressi alle famiglie dei conducenti di camion morti sul lavoro considerando urgente e necessario prevenire nuovi fatti di cronaca, introducendo uno strumento idoneo ad incidere sul la sicurezza della circolazione stradale, pregiudicata dalla soppressione dei costi di sicurezza per l’autotrasporto (L. n. 127/2010 ed art. 83 bis. L. 133/2008).

L’inteso weekend operativo della Guardia Costiera


29 dicembre 2015 - Un Natale intenso, quello trascorso dagli uomini e donne della Guardia Costiera in mare e lungo le coste del Paese, vissuto all’insegna della continuità; un Natale che ha potuto raccontare quelle storie di ordinaria generosità che contraddistinguono l’operato quotidiano del Corpo a favore della collettività.

La tutela della vita nelle sue diverse forme: è questa l’essenza dell’azione che, senza sosta, la Guardia Costiera ha condotto nel lungo weekend di natale, così come nella restante parte dell’anno. Dalla giovane donna in stato di gravidanza, colta da malore su una nave da crociera e trasbordata d’urgenza nel cuore della notte di Santo Stefano con un elicottero della Guardia Costiera ed affidata alle cure dei medici dell’ospedale Cardarelli di Napoli, agli oltre 3.000 migranti tratti in salvo nel corso delle 28 operazioni di ricerca e soccorso coordinate dalla Guardia Costiera nel Canale di Sicilia.

Dal salvataggio dell’uomo intenzionato a togliersi la vita gettandosi in mare nel porto di Rimini, operato da alcuni militari che si trovavano a passare in quel momento, ai tre pescatori sportivi in balia del mare su un piccolo natante al largo di Mazara del Vallo, soccorsi da una motovedetta della Capitaneria di porto che li ha tratti in salvo riconsegnandoli alle proprie famiglie. Ed ancora, il soccorso a “Natalino”, il cagnetto ipovedente finito in acqua nel porto di Olbia e salvato dal personale della Guardia Costiera.
«Uno sforzo che continuerà nei prossimi giorni – ha sottolineato il Comandante Generale, Ammiraglio Ispettore Vincenzo Melone – e che segna per la Guardia Costiera la conclusione di un 2015 eccezionale, proiettando il Corpo verso gli obiettivi da raggiungere con la costanza dell’impegno e l’attenzione da sempre riservata alle esigenze di coloro che vivono il mare per professione o per diletto.
Con questa consapevolezza, il Corpo continuerà a rendersi interlocutore sensibile e attento degli utenti del mare, rispondendo con la concretezza dei servizi resi, con la volontà, la passione e la professionalità del proprio operato, al bisogno di risposte della collettività tutta, affinchè questa possa rispecchiarsi in un “Sistema Paese” forte del patrimonio della propria cultura e dei suoi valori».

Ferrara - Boom di domande di aspiranti imprenditrici


28 dicembre 2015 - Boom di domande di aspiranti imprenditrici per il bando Start up promosso dalla Camera di commercio di Ferrara in collaborazione con il Comitato per l'imprenditoria femminile. L'iniziativa, partita il 15 dicembre scorso, prevede apposite risorse volte a finanziare, in particolare, le spese sostenute per parcelle notarili e costi relativi alla costituzione d’impresa, la redazione del progetto d’impresa, la consulenza specialistica nelle aree del marketing, della logistica, della produzione, del personale, dell’organizzazione, dei sistemi informativi, economico-finanziaria e della contrattualistica, le analisi di mercato, l'implementazione del sito Internet aziendale, il deposito di Marchi e Brevetti e l'installazione di sistemi di video sorveglianza. Creare insomma un vivaio, una sorta di ambiente protetto, dove giovani imprenditrici il pallino del business possano coltivare le loro idee e metterle in pratica, utilizzando gli strumenti che pubblico e privato mettono a disposizione. Secondo Gisella Ferri, presidente del Comitato provinciale per l'imprenditoria femminile “le tante richieste di informazione già pervenute vanno al di là delle nostre aspettative. Non ci attendevamo, infatti, di trovare un numero così alto di giovani aspiranti imprenditrici pronte a mettersi in gioco e a scommettere su sé stesse per realizzare quel benessere che è stato così duramente minacciato dalla crisi. Come insegnano tante storie di successo, il momento migliore per mettere in piedi un’azienda è muoversi mentre tutti gli altri sono fermi. Un obiettivo – ha concluso Ferri - che si persegue sempre più contando sulle proprie competenze e le proprie abilità. Guardando al mercato e prendendo su di sé, consapevolmente, il rischio di fare impresa”. Numeri alla mano, nei primi sei mesi di quest'anno, le imprese rosa costituiscono il 22,6% dell’universo imprenditoriale ferrarese, ma è una realtà che sta mostrando di sapersi fare strada rapidamente. All’anagrafe delle imprese, infatti, circa il 62% delle aziende femminili ha meno di 15 anni e ha conquistato, via via, un peso maggiore sul tessuto produttivo. Le imprese nate dal 2010 in poi, infatti, incidono per quasi il 29% sul totale delle imprese registrate nello stesso periodo, oltre 5 punti percentuali in più rispetto alla media generale. L’imprenditoria al femminile, poi, si presenta più cosmopolita. A Ferrara 8 donne alla guida d’impresa su 100 parlano straniero (contro il 6,6 del totale imprese). Sono 656 le aziende femminili straniere ferraresi, circa metà delle quali localizzate nel comune capoluogo. Il tasso di femminilizzazione raggiunge punte assai più elevate rispetto alla media in settori quali servizi alla persona (60,1%), sanità e assistenza sociale (41,2%), attività turistiche (37,2%), nella voce “Noleggio, agenzie di viaggio, servizi di supporto alle imprese” (29,5%), commercio (27,9%) e nelle filiere agroalimentari.

Novara - Presentate le linee di azione per il prossimo triennio


28 dicembre 2015 - E' stato presentato martedì 22 dicembre, il Piano Pluriennale Strategico della Camera di Commercio di Novara, contenete le linee guida dell’operato dell’Ente per i prossimi anni. L’incontro si è aperto con l’intervento del presidente Maurizio Comoli, il quale ha tracciato un quadro dell’economia provinciale, dando evidenza delle attese future.
«Il 2015 è stato un anno di miglioramento e nei prossimi anni è previsto un aumento dei vari indicatori, tra cui export, reddito delle famiglie e occupazione, con una variazione stimata del numero di occupati pari al +1% per il 2016, un ulteriore passo, dunque, verso il recupero dei valori pre-crisi». 
Comoli ha poi fatto il punto sul processo di riforma del sistema camerale:
«In base alle disposizioni normative la CdC di Novara è tenuta a procedere ad un accorpamento al fine di rispettare la soglia critica delle 75mila imprese di riferimento, soglia che per gli Enti camerali unificatisi prima dell’emanazione della legge, tra cui Biella e Vercelli, non rappresenta un requisito vincolante, rendendo quindi discrezionali ulteriori passi.
Rimangono tuttavia inderogabili il numero massimo di sessanta Enti camerali sul territorio nazionale e il rispetto della sostenibilità economico-finanziaria, su cui, in particolare, incide la riduzione del diritto annuale, ossia delle risorse per dare impulso e sostegno al tessuto produttivo del territorio. Le nostre porte sono quindi aperte per lavorare insieme alle altre Camere nel miglior modo possibile e tutelare l’interesse delle imprese».
La parola è passata a Cristina D’Ercole, segretario generale della CdC, la quale ha illustrato in dettaglio i contenuti del Piano Pluriennale Strategico, articolato in sette linee d’azione. Di esse quattro risultano orientate verso l’esterno – competitività e sviluppo delle imprese, internazionalizzazione, raccordo scuola-lavoro, regolazione del mercato e tutela dei consumatori – mentre le altre tre riguardano il miglioramento dei processi interni, il patrimonio e le risorse umane e la sostenibilità economico-finanziaria.
 «Gli interventi per le imprese, in particolare, riguarderanno la valorizzazione delle filiere produttive, la promozione dell’offerta turistica e il miglioramento della competitività, anche sul fronte della digitalizzazione – ha spiegato D’Ercole – Un occhio di riguardo sarà riservato alla presenza sui mercati esteri, grazie all’Azienda Speciale E.V.A.E.T., e alla nascita di nuove imprese, cui si affiancherà il sostegno all’alternanza scuola-lavoro».

Gli optimist al Meeting Internazionale del Mediterraneo


28 dicembre 2015 - Ancora una volta sarà il Meeting Internazionale del Mediterraneo, la tradizionale competizione velica riservata ai giovani e giunta alla sua trentunesima edizione, a concludere gli appuntamenti agonistici del 2015 per lo Yacht Club Sanremo. Da oggi a mercoledì 30 dicembre le acque della Città dei Fiori saranno invase da numerosi Optimist, con l’iscrizione di equipaggi svizzeri, francesi, monegaschi e, naturalmente, italiani.

Il grande appuntamento che ha da sempre i giovani quali attesissimi protagonisti, anche quest’anno vedrà i partecipanti suddivisi nelle due categorie Cadetti (nati dal 2004 al 2006) e Juniores (nati dal 2000 al 2003) che si contenderanno la vittoria nelle rispettive classifiche. Un premio ulteriore sarà rappresentato dal Trofeo Dino Minaglia che, intitolato alla memoria di un grande socio dello Yacht Club Sanremo prodigatosi sempre per l’attività giovanile, sarà assegnato al migliore club tra gli Juniores, in base a una classifica stilata sui risultati finali dei migliori tre equipaggi per sodalizio.

 Dopo il completamento delle formalità di iscrizione, il primo segnale di partenza è previsto questa mattina alle 11:55, con prove successive martedì e mercoledì. Il regolamento prevede un totale di nove regate (tre al giorno) con uno scarto dopo il completamento della quinta prova. Il Meeting Internazionale del Mediterraneo è organizzato grazie al sostegno della Kinder+Sport che, come ogni anno, tra i tanti premi mette in palio anche un Optimist, oltre a tante (e golose) sorprese per i giovani velisti.

Produrre energia dal mare: progetto 'Rewec 3'


28 dicembre 2015 - Produrre energia elettrica dal moto ondoso del mare. E' Civitavecchia il porto pilota per il progetto 'Rewec 3', avviato in fase sperimentale dall'Autorità Portuale di Civitavecchia e i cui risultati, considerati particolarmente al di sopra delle aspettative, sono stati illustrati nella sala Convegni dell'Autorità portuale di Civitavecchia dal Segretario Generale Maurizio Ievolella, dal professore dell'Università di Reggio Calabria Mediterranea Felice Arena, che collabora con il padre del progetto Paolo Boccotti, docente dello stesso ateneo, e da altri esperti del settore marittimo e rappresentanti di autorità portuali italiane nell'ambito del Convegno "Development of the green mobility in sea ports through the implementation of the pilot technology "Rewec3".

Il progetto, che nasce dall'esperienza dell'Università di Reggio Calabria 'Mediterranea', con investimenti dell'Autorità portuale di Civitavecchia e dell'Unione europea, mira ad attuare una tecnologia innovativa per lo sfruttamento delle energie del mare (onde, correnti e maree) e fa parte delle nuove opportunità per aumentare il ricorso alle fonti rinnovabili.

E il porto di Civitavecchia, precursore di tale strategia green, si è ritagliato un ruolo primario nell’intero panorama portuale nazionale. Nel dettaglio il Rewec3 prevede l'installazione di particolari cassoni in cemento nella darsena del porto e con l’ausilio di turbine chiamate autorettificanti consente di produrre energia elettrica sfruttando il moto ondoso naturale del mare. L'obiettivo è quello di modificare il mix energetico utilizzato per le infrastrutture e introdurre nuovi sistemi -anche di trasporto- all'interno del porto, alimentati da fonti di energia rinnovabili.

L'energia prodotta sarà messa in rete e distribuita all'utenza portuale. Un cassone del Rewec3 è costituito da un condotto verticale che interagisce con il moto ondoso mediante un’imboccatura superiore. Tale condotto è, poi, collegato ad una cameradi assorbimento attraverso un'apertura di fondo. La camera di assorbimento è posta in contatto con l’atmosfera mediante un condotto nel quale è alloggiata una turbina self-rectifying. Perciò la camera di assorbimento contiene una massa d’acqua nella parte inferiore e una sacca d’aria nella parte superiore.

A causa del moto ondoso davanti alla parete si genera una fluttuazione di pressione sull’imboccatura superiore esterna del condotto verticale, che causa a fasi alterne l’entrata e l’uscita dell'acqua dall'impianto. La fluttuazione porta a comprimere (cresta d’onda) e decomprimere (cavo d’onda) il polmone d'aria nella camera di assorbimento ed il flusso d’aria generato fa azionare la turbina/generatore posizionata nella parte superiore della camera producendo energia elettrica.

Emilia-Romagna - Rallenta la crescita dell'export


28 dicembre 2915 - Nel terzo trimestre 2015, le esportazioni emiliano-romagnole, 13.510 milioni di euro, hanno fatto segnare un incremento del 3,0 per cento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. E’ quanto attestano i dati Istat delle esportazioni delle regioni italiane, analizzati da Unioncamere Emilia-Romagna.

Il rallentamento della crescita regionale, rispetto a un +5,1 per cento del trimestre precedente, risulta allineato con l’analoga variazione della dinamica nazionale, da +6,7 dei tre mesi da aprile a giugno a +3,2 per cento tra luglio e settembre. La crescita è stata trainata dalla ripresa dei mercati dell’Unione europea che affianca il successo sul mercato statunitense, tra le aree di destinazione, mentre se si considerano i prodotti esportati, si riallinea alla media quella dei mezzi di trasporto.

Nei primi 9 mesi dell’anno, l’Emilia-Romagna resta la III regione per quota dell’export nazionale (13,4 per cento), preceduta dalla Lombardia (26,8 per cento) e dal Veneto (13,9 per cento) e seguita dal Piemonte (11,1 per cento). I settori La tendenza è positiva, ma alquanto disomogenea. Nel trimestre rientra la forte crescita dei mezzi di trasporto (+3,2 per cento), mentre accelera quella delle apparecchiature elettriche, elettroniche, ottiche, medicali e di misura (+14,9 per cento), affiancata da un forte incremento del limitato export di prodotti agricoli (+11,7 per cento), mentre è un boom quello della farmaceutica (+37,2 per cento).

L’andamento è chiaramente positivo per la ceramica e vetro, l’alimentare, la piccola industria del legno e del mobile e per le industrie della gomma e materie plastiche. Per gli altri settori il segno è rosso, e risulta lieve per il fondamentale export di macchinari e apparecchiature (-0,7 per cento), più marcato per le industrie della moda (-2,5 per cento) e più pesante per i prodotti della metallurgia e dei prodotti in metallo (-3,2 per cento), ovvero della subfornitura regionale. Le destinazioni La crescita è stata trainata da una ripresa dei mercati dell’Unione europea. L’export infatti inverte la tendenza e cresce sul mercato tedesco (+4,2 per cento), resta fermo su quello francese, mentre accelera ancora su quello spagnolo (+12,2 per cento). Fuori dall’area dell’euro proseguono il boom di vendite nel Regno Unito (+18,5 per cento) e la forte crescita sul mercato polacco (+8,5 per cento).

Al di fuori dell’Unione continuano la ripresa del mercato turco (+13,5 per cento) e la caduta di quello russo (-30,8 per cento). I buoni risultati sui mercati dell’Unione si sono affiancati a quelli ancora più positivi ottenuti sui mercati dell’America, dovuti al successo negli Stati Uniti (+18,7 per cento). Molto bene in Oceania, ritorna negativo l’andamento sui mercati del continente africano (-10,0 per cento). Si inverte bruscamente la tendenza sui mercati asiatici (-3,0 per cento). In allegato il comunicato stampa completo.

Maserati pronto per la Rolex Sydney-Hobart


27 dicembre 2015 - Ieri il VOR 70 Maserati, con a bordo un equipaggio di 13 uomini capitanato da Giovanni Soldini, si è schierato sulla linea di partenza della Rolex Sydney-Hobart, una delle più importanti e difficili regate storiche internazionali.

Le 110 imbarcazioni partecipanti, provenienti da 20 paesi diversi, si sfideranno lungo un percorso particolarmente difficile e insidioso di 628 miglia nautiche. Sono stai quotidiani gli allenamenti di Soldini e Maserati, in Australia già da parecchi mesi, che escono tutti i giorni nelle temibili acque del Pacifico del Sud per testare la barca e per rodare e affiatare un equipaggio internazionale più numeroso del consueto, che presenta diversi elementi di novità.

Non mancano ovviamente i collaboratori “storici”, a partire da Guido Broggi, braccio destro di Soldini fin dai tempi dell'Open 60 Fila e insostituibile “capitano della barca”, per passare ai prodieri Corrado Rossignoli e Carlos Hernandez, reduce dalla Volvo Ocean Race sulla spagnola Mapfre.

A bordo anche lo spagnolo Oliver Herrera e l'inglese Sam Goodchild, che hanno navigato a lungo su Maserati, oltre a Pierre Casiraghi, che ha all'attivo parecchie miglia sul VOR 70 italiano, e a Francesco Malingri, figlio di Franco, mediamen di Maserati e amico di Soldini da una vita. Prima esperienza su Maserati per Elizabeth “Liz” Wardley, che ha alle spalle quattro Sydney-Hobart e la Volvo Ocean Race 2014-15 a bordo di SCA, per Matteo Ivaldi (in veste di tattico), per il giornalista sportivo di SBS TV Australia, Nick Vindin, “ospite speciale”, e per i tre grinder Carlo Castellano, Drew Mervyn Carruthers e Trevor Brown.
Racconta Soldini: “Per la prima volta siamo in 14 a bordo di Maserati per compensare il fatto che in questa regata non si puo fare stacking, cioè spostare sopravento le vele bagnate, e quindi abbiamo bisogno di tanto peso che si muove dove serve. Al momento è prematuro sapere quali saranno le condizioni meteo della regata. Sappiamo che il percorso può essere molto ostico soprattutto nello Stretto di Bass, che separa l'Australia dalla Tasmania. Lì i fronti dei mari del sud arrivano molto violenti e dato che la profondità del mare è scarsa, le onde possono diventare molto ripide e pericolose. Ma ci teniamo moltissimo ad andare bene, e come sempre venderemo cara la pelle”. 
La Rolex Sydney-Hobart Yacht Race, organizzata dal Cruising Yacht Club of Australia e dal Royal Club of Tasmania, venne ideata nel 1945. Il record di velocità appartiene all'australiano Wild Oats XI (vincitore di otto delle ultime dieci edizioni) che nel 2012 ha compiuto il percorso in un giorno, 18 ore, 23 secondi e 12 centesimi.

Le imprese industriali per la protezione dell’ambiente


27 dicembre 2015 - Nel 2013 gli investimenti per la protezione dell'ambiente delle imprese industriali sono diminuiti del 16,9% rispetto all'anno precedente, in un contesto di riduzione sia degli investimenti fissi lordi complessivi (-10,1%) sia del valore della produzione (-6,8%). La forte riduzione degli investimenti per la protezione dell'ambiente è il risultato di dinamiche molto differenti tra le diverse dimensioni aziendali.

La spesa è stimata aumentare dell'8,6% rispetto all'anno precedente nelle piccole e medie imprese mentre si riduce del 25,4% in quelle con 250 addetti e oltre. La stima della spesa per investimenti per la protezione dell'ambiente è risultata pari a quasi 1,4 miliardi di euro: nel 2013 sono stati investiti 452 milioni di euro dalle imprese di piccola e media dimensione e 939 milioni di euro da quelle con 250 addetti e oltre. Per realizzare impianti e attrezzature di tipo end-of-pipe sono stati impiegati958 milioni di euro (-16,3%) mentre la spesa per impianti e attrezzature a tecnologia integrata ammonta a 433 milioni di euro (-18,1%).

Sul totale degli investimenti fissi lordi realizzati dalle imprese quelli per la protezione dell'ambiente incidono per il 4,2%; gli investimenti ambientali per addetto risultano pari a 358 euro (-14,6%).

Quasi un terzo della spesa (31,2%) è destinato alle attività raggruppate sotto la voce Altro (protezione e recupero del suolo e delle acque di falda e superficiali, all'abbattimento del rumore, alla protezione del paesaggio e protezione dalle radiazioni e alle attività di ricerca e sviluppo finalizzate alla protezione dell'ambiente).

Nell'industria manifatturiera, in particolare, la stima del peso degli investimenti ambientali sul totale degli investimenti fissi lordi realizzati dal settore è risultata pari al 2,9%, quota in crescita rispetto al 2,4% del 2012. La spesa maggiore è realizzata dalle industrie della fabbricazione di coke e prodotti derivanti dalla raffinazione del petrolio (14,9%), della fabbricazione di altri prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi (14,3%) e della metallurgia (11,2%).

Incidenti stradali (stima preliminare)


27 dicembre 2015 - Nel quadro del continuo miglioramento delle informazioni statistiche sull'incidentalità stradale, vengono fornite per la prima volta le stima preliminari sull'andamento degli incidenti stradali nel corso dell'anno; aumenta così la tempestività nella valutazione della dinamica e delle azioni di contrasto al fenomeno. Nel primo semestre del 2015, si stima che siano poco meno di 85 mila gli incidenti stradali con lesioni a persone avvenuti in Italia. 

Il numero dei morti entro il trentesimo giorno è stimato in 1.596 casi, mentre i feriti ammontano a 119.599. Rispetto ai dati consolidati dello stesso periodo del 2014, le stime preliminari evidenziano una riduzione del 2,9% nel numero di incidenti con lesioni a persone e del 3,8% nel numero di feriti mentre le vittime aumentano dell'1,0%. Nei primi sei mesi del 2015 si registra pertanto un'inversione di tendenza nel calo della mortalità, con conseguente rischio di registrare nell'anno in corso un allontanamento dall'obiettivo europeo di riduzione del 50% delle vittime entro il 2020. 

Con riferimento al primo semestre 2001, il numero di morti è diminuito del 51,4%, mentre tra il 2010 e il 2015, sempre considerando il primo semestre, la variazione è stata pari a -19,0%. L'indice di mortalità, calcolato come rapporto tra il numero dei morti e il numero degli incidenti con lesioni moltiplicato 100, è pari a 1,88. Tale valore è in lieve aumento rispetto a quello registrato per il primo semestre 2014 (1,81). Sulle strade urbane si sono rilevati il 76,1% degli incidenti, il 72,7% dei feriti e il 47,4% dei morti; questi ultimi sono in aumento del 7,4%, rispetto alla stesso periodo del 2014.

 L'indice di mortalità è risultato pari a 1,17 (1,06 nel primo semestre 2014). Sulle autostrade si sono registrati il 5,2% degli incidenti, il 6,2% dei feriti e l'8,8% dei morti. Per questa categoria di strada, le vittime si riducono del 4,1% rispetto al primo semestre 2014; in base ai risultati preliminari, infine, le vittime sono 3,14 ogni 100 incidenti (3,34 nel 2014). Sulle strade extraurbane è avvenuto il 18,7% degli incidenti, con il 21,1% di feriti e il 43,9% di vittime; queste ultime diminuiscono del 4,1% rispetto al periodo gennaio-giugno 2014. 

L'indice di mortalità è pari a 4,42 morti ogni 100 incidenti (4,38 nel 2014),(Figure 4 e 5). Il 2015 si presenta come un anno di ripresa della mobilità; infatti dai dati preliminari disponibili le prime iscrizioni di autovetture nel periodo gennaio-giugno 2015 sono aumentate del 15,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Fatturato e ordinativi dell’industria


27  dicembre 2015 - A ottobre il fatturato dell'industria, al netto della stagionalità, registra un incremento del 2,0% rispetto a settembre, con variazioni positive sia sul mercato interno (+1,4%) sia su quello estero (+3,1%).

Nella media degli ultimi tre mesi, l'indice complessivo diminuisce dell'1,6% rispetto ai tre mesi precedenti (-2,0% per il fatturato interno e -0,9% per quello estero). Corretto per gli effetti di calendario (i giorni lavorativi sono stati 22 contro i 23 di ottobre 2014), il fatturato totale cresce in termini tendenziali dell'1,6%, con incrementi dell'1,3% sul mercato interno e del 2,4% su quello estero.

Gli indici destagionalizzati del fatturato segnano incrementi congiunturali per i beni strumentali (+5,2%), per beni di consumo (+1,1%) e per i beni intermedi (+1,0%), mentre l'energia registra una flessione (-2,4%).

L'indice grezzo del fatturato cala, in termini tendenziali, dell'1,6%: il contributo più ampio a tale flessione viene dalla componente interna dell'energia. Per il fatturato l'incremento tendenziale più rilevante si registra nella fabbricazione di mezzi di trasporto (+22,0%), mentre la maggiore diminuzione riguarda la fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (-22,8%).

Per gli ordinativi totali, si registra un incremento congiunturale del 4,6%, con aumenti del 3,6% degli ordinativi interni e del 6,0% di quelli esteri. Nel confronto con il mese di ottobre 2014, l'indice grezzo degli ordinativi segna un aumento del 2,2%. L'incremento più rilevante si registra nella fabbricazione di mezzi di trasporto (+30,3%), mentre la flessione maggiore si osserva nella metallurgia e fabbricazione di prodotti in metallo (-5,0%).

Copa Brasil de Vela: buono il bilancio della squadra italiana


27 dicembre 2015 - Si è conclusa a Rio de Janeiro la terza edizione della Copa Brasil de Vela, manifestazione che ha riunito i migliori equipaggi al mondo delle classi olimpiche - per un totale di 341 atleti provenienti da 41 Nazioni - nelle acque che fra meno di un anno ospiteranno le regate delle Olimpiadi. Buone, nel complesso, le prestazioni degli azzurri della Nazionale di vela diretta da Michele Marchesini, presente in sette classi su dieci e in Medal Race - le regate finali a punteggio doppio riservate ai migliori dieci delle classifiche che si sono disputate ieri nella Baia di Guanabara - con ben cinque equipaggi (tavola a vela RS:X uomini e donne, singolo maschile Laser Standard, singolo femminile Laser Radial, catamarano per equipaggi misti Nacra 17). Medal che è stata vinta sia da Francesco Marrai nello Standard (46 barche), a conferma del feeling del giovane azzurro con il campo di regata olimpico, lo stesso dove già ad agosto si era aggiudicato la medaglia d’oro nel Test Event, che da Silvia Zennaro nel Radial (37 barche), acuto finale di una settimana andata via via in crescendo che l’azzurra ha poi chiuso all’ottavo posto in classifica dietro i grandi nomi internazionali della classe, lo stesso risultato ottenuto da Marrai. Gli altri italiani: l’equipaggio formato da Vittorio Bissaro e Silvia Sicouri si è classificato al quinto posto nella Medal del catamarano per equipaggi misti Nacra 17 (21 barche), chiudendo la Copa Brasil in sesta posizione, mentre per quanto riguarda la tavola a vela RS:X, sia Mattia Camboni che Flavia Tartaglini hanno concluso la Medal all’ottavo posto nelle rispettive flotte (36 tavole la maschile, 30 quella femminile), il medesimo risultato finale ottenuto da entrambi.

Commercio al dettaglio


27 dicembre 2015 - A ottobre 2015 l'indice destagionalizzato del valore delle vendite al dettaglio (valore corrente che incorpora la dinamica sia delle quantità sia dei prezzi) diminuisce dello 0,3% rispetto a settembre 2015. Nella media del trimestre agosto-ottobre 2015, il valore delle vendite registra una crescita dello 0,2% rispetto al trimestre precedente.

L'indice grezzo del valore del totale delle vendite aumenta dell'1,8% rispetto a ottobre 2014. Nei primi dieci mesi del 2015, il valore delle vendite segna un aumento tendenziale dell'1,0%.

Con riferimento allo stesso periodo, il valore delle vendite mostra variazioni positive sia per gli alimentari sia per i non alimentari (rispettivamente, +1,4% e +0,6%). L'indice in volume delle vendite al dettaglio registra una variazione negativa rispetto a settembre 2015 ( 0,6% ) e una variazione positiva rispetto a ottobre 2014 (+0,8%). Nel trimestre agosto ottobre 2015 l'indice resta invariato rispetto ai tre mesi precedenti.

Federazione del Mare e Assoporti sui dragaggi


26 dicembre 2015 - Umberto Masucci, vicepresidente della Federazione del Mare, e Francesco Messineo, presidente dell'Autorità portuale di Marina di Carrara e delegato Assoporti per il tema dragaggi, hanno rilasciato una dichiarazione congiunta sull'approvazione da parte della Camera delle nuove norme che semplificano i dragaggi.
 "Siamo molto lieti dell'approvazione da parte della Camera delle norme sull'ambiente contenenti previsioni di semplificazione in tema dei dragaggi nei c.d. siti di interesse nazionale. Per lungo tempo il cluster marittimo si è battuto per quell’obiettivo, al fine di restituire competitività ai nostri porti. A febbraio, in occasione di un convegno dedicato ai dragaggi organizzato da Federazione del Mare, Assoporti e Federagenti, conclusosi con la sottoscrizione di una posizione in comune in materia poi accolta da tutto il cluster e trasmessa ai vertici del Governo, manifestammo apprezzamento per l'opera della sottosegretaria di stato Silvia Velo: oggi siamo felici di vedere che il loro impegno si sia concretizzato in una disposizione normativa che ha concluso il suo iter in Parlamento. Ci aspettiamo ora una celere individuazione dei criteri per l’applicazione delle nuove norme, in linea – cosi come espressamente dice la legge – con quanto fatto in altri Stati dell’UE, cosi da sbloccare le numerose situazioni di grave criticità esistenti in molti porti italiani".
 La Federazione del Mare ribadisce l’urgenza e l’interesse generale della questione di una progressiva emarginazione di diversi porti nazionali dai traffici mercantili, turistici e pescherecci, emergenza che richiede un intervento tempestivo dello Stato, anche sul piano finanziario.

Diana Krall all’Arena Flegrea per “Arena in jazz”


26 dicemnre 2015 - Il Concerto di Diana Krall l’11 luglio 2016 a Napoli all’Arena Flegrea per la sezione “Arena in Jazz”, è il primo annunciato ufficialmente di una serie di concerti con artisti di altissimo livello. La data già online sui portali ETES e Arena Flegrea in poche ore già è un successo, anche perché la sua presenza a Napoli - seconda delle sue uniche due date italiane 2016 - rappresenta un vero evento per la stagione jazz italiana. Pianista e jazz singer tra le più apprezzate del nostro tempo, ha venduto oltre 6 milioni di dischi negli USA e oltre 15 in tutto il mondo; inoltre, durante gli anni '90 e 2000, è stata l'artista jazz di genere femminile più venduta e ascoltata.

Come cantante è l'unica nel jazz ad aver vinto finora tre Grammy Awards e otto Juno Awards, e ad aver debuttato, con otto dei suoi album, in cima alla Billboard Jazz Albums. Diana inizia a studiare il pianoforte all'età di 4 anni e a 15 anni suona già standard jazz nei weekend per gli avventori di una birreria. Vince una borsa di studio alla Berklee School of Music, per due anni. Poi si trasferisce a Los Angeles, dove getta le basi della sua grande carriera.

Il suo debutto avviene per l'etichetta GRP con l’album ONLY TRUST YOUR HEART, in occasione del quale inaugura la collaborazione con il leggendario produttore Tommy LiPuma. Segue ALL FOR YOU, tributo al Nat King Cole Trio, che le vale la sua prima nomination al Grammy, mentre LOVE SCENES la vede alle prese con una serie di ballad. Nel 1999 vince il primo Grammy con l'album WHEN I LOOK INTO YOUR EYES, mentre le sue interpretazioni finiscono in "Sex & the city", "Autumn in New York" e in "The Score". Nel 2001 esce THE LOOK OF LOVE, seguito nel 2002 da LIVE IN PARIS, che contiene reintepretazioni di Joni Mitchell e Billy Joel. Nel 2003 la Krall compare spesso nelle cronache rosa musicali per la sua love story con Elvis Costello.

I due si sposano e l'occhialuto ed eclettico musicista inglese co-firma sei canzoni del nuovo disco della pianista, THE GIRL IN THE OTHER ROOM, pubblicato ad aprile 2004. Un anno e mezzo dopo esce CHRISTMAS SONGS, disco a tema di canzoni natalizie, seguito da FROM THIS MOMENT ON. Dopo un BEST OF nel 2007, nel 2009 arriva un nuovo album di studio, QUIET NIGHTS, album a tema sulla bossanova e la musica brasiliana. Altre atmosfere per GLAD RAG DOLL del 2012.

UCINA: Arriva il contributo all'export 2016


24 dicembre 2015 - Avviato il piano dei Saloni internazionali 2016, condiviso da Ministero dello Sviluppo Economico, UCINA Confindustria Nautica e ICE-Agenzia. Dopo i recenti provvedimenti legislativi di fine anno, prosegue l’azione dell’Associazione aderente a Confindustria a sostegno di Grandi yacht, Piccola nautica e Accessoristica.

Il contributo alle esportazioni per gli espositori della collettiva al METS di Amsterdam è stato appena liquidato, in sole quattro settimane, e UCINA Confindustria Nautica ha già formalizzato l’accordo per l’internazionalizzazione delle aziende del settore valido per il 2016. Vi sono previste tre linee di azione specifiche per la nautica, con una serie di contributi volti a favorire la partecipazione di tutte le aziende, in una logica di filiera, alle più importanti rassegne internazionali.

“Con soddisfazione abbiamo il piacere di informare che, nell’ambito del Piano Promozionale 2016, il Progetto a sostegno della nautica in collaborazione con UCINA Confindustria Nautica prevede interventi mirati a favorire l’internazionalizzazione delle aziende della nautica da diporto attraverso linee d’azione rivolte specificamente ai settori dei Grandi Yachts, della Piccola Nautica, nonché del comparto Accessoristica Nautica”, si legge in una nota diffusa da ITA-ICE Agenzia. Le manifestazioni 2016 che prevedono la presenza istituzionale ICE–UCINA sono: BOOT Dusseldorf (23-31 gennaio) Miami International Boat Show (11-15 febbraio) Dubai International Boat Show (01-05 marzo) Fort Lauderdale International Boat Show (novembre).

The CMA CGM Benjamin Franklin dimensions


24 dicembre 2015 - The CMA CGM Benjamin Franklin will call at the port of Los Angeles on December 26 and Oakland on December 31. She will be the largest vessel ever to reach U.S. coasts. By deploying an 18,000-TEU capacity vessel to the U.S., Jacques R. Saadé, Group Chairman and Chief Executive Officer, is showing CMA CGM’s faith in long-term growth potential of the U.S. economy, and its commitment to increasing its U.S. market share.

The CMA CGM Benjamin Franklin is longer than the Empire State Building and wider than an American football field. Her dimensions are impressive. With its 1,300 ft. length and 177 ft. width, she is longer than the Empire State Building and wider than an American football field. The vessel is 197 ft. high, which is the same height as a 20-floor building. Her highest antenna peaks at 230 ft. The CMA CGM Benjamin Franklin can carry up to 18,000 containers – including 1,500 Reefer containers.

All containers placed in a line would equal the distance between Santa Monica and Santa Barbara. Its maximum load capacity represents the volume of 235 Olympic pools – meaning almost 590,000 cubic meters. The gigantic vessel is also model for high-energy production. Her 78 ft. length engine room contains a last generation engine as powerful as 900 Ford Focus cars and her 21 knots thrust is equivalent to that of 11 Boeing 747-400 engines (3,000 KNewton). The crew of this self-run enterprise comprises 26 members who operate the various facets of the vessel inclusing its own waste recycle system, chef, and swimming pool, etc.

Il sostegno a Banca Tercas costituisce aiuto di Stato


In seguito a un'indagine approfondita, la Commissione europea ha concluso, sulla base dei fatti e delle circostanze noti, che il sostegno concesso dal sistema obbligatorio di garanzia dei depositi italiano a Banca Tercas costituisce un aiuto di Stato incompatibile. Banca Tercas è una piccola banca italiana con una quota di mercato di circa lo 0,1% del totale delle attività bancarie in Italia. Nel luglio 2014 il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi (FITD), il sistema obbligatorio di garanzia dei depositi italiano, è intervenuto a favore di Banca Tercas per coprire le perdite della banca e sostenerne la vendita a Banca Popolare di Bari. La Commissione ha concluso che il FITD ha agito per conto dello Stato italiano.

Le misure non sono conformi alle norme UE sugli aiuti di Stato, perché l'Italia non ha presentato un piano di ristrutturazione e le misure non hanno ridotto al minimo né l'aiuto né le distorsioni della concorrenza che ne derivano. La Commissione valuta positivamente il fatto che banche private stiano valutando la possibilità di sostenere volontariamente Banca Tercas. In ogni caso, i depositanti continuano a godere di una protezione totale.

 La Commissaria europea per la Concorrenza Margrethe Vestager ha dichiarato: "Le norme UE sugli aiuti di Stato, che fissano limiti rigorosi per l'erogazione di sostegno alle banche in difficoltà, tutelano i contribuenti e garantiscono condizioni di concorrenza eque. Tutti gli Stati membri sono tenuti a rispettarle. Niente impedisce tuttavia alle altre banche di mettere a disposizione fondi propri in casi di questo genere, decidendo su base volontaria e senza alcuna ingerenza dello Stato, e sono lieta che stiano valutando la possibilità di intervenire a favore di Banca Tercas."

Nel luglio 2014 il FITD ha fornito, con l'approvazione della Banca d'Italia, un sostegno di circa 300 milioni di euro (sotto forma di conferimenti di capitale e garanzie) a Banca Tercas per la sua acquisizione da parte di Banca Popolare di Bari. Contrariamente a quanto previsto dal trattato, queste misure non sono state notificate alla Commissione. Nel febbraio 2015 la Commissione ha avviato un'indagine approfondita sulle misure di sostegno perché nutriva dubbi circa la loro compatibilità con le norme UE sugli aiuti di Stato. Dall'indagine della Commissione è emerso che il FITD ha agito per conto dello Stato italiano nella concessione del sostegno a Banca Tercas.

Il Gruppo Grimaldi fornitore logistico dell’anno


24 Dicembre 2015 – Martedì 15 dicembre il gruppo Fiat Chrysler Automobiles (FCA) ha consegnato il Qualitas Award nella categoria Supply Chain/Logistics Supplier of the Year al Gruppo Grimaldi. Alla cerimonia di premiazione, che si è svolta presso il Lingotto di Torino, erano presenti oltre 1.000 invitati tra dipendenti e fornitori del gruppo FCA provenienti da Europa, Medio Oriente e Africa (area EMEA), di cui solo 18 sono stati premiati nelle rispettive categorie.

Il Gruppo Grimaldi ha ricevuto il riconoscimento di Supply Chain/Logistics Supplier of the Year per aver fornito servizi di alta qualità ed eccellenti prestazioni ad FCA, svolgendo da sempre i propri compiti in maniera proattiva. “Ricevere questo premio è la dimostrazione del costante impegno nel rinnovare i nostri servizi onde soddisfare le aspettative e le esigenze dei nostri clienti, operando sempre in maniera proattiva”, afferma Emanuele Grimaldi, Amministratore Delegato del Gruppo Grimaldi, insieme al fratello Gianluca, che ha ritirato il premio. “Siamo fieri di aver ricevuto questo prestigioso riconoscimento per la seconda volta in tre anni”, conclude Emanuele Grimaldi.

Con circa 70 anni di esperienza nello shipping, il Gruppo Grimaldi è specializzato nelle operazioni di navi roll on/roll off, car carrier e traghetti passeggeri. E’ un vettore consolidato per i più grandi costruttori automobilistici ai quali offre servizi di logistica integrata basati sul trasporto marittimo. In particolare, il Gruppo Grimaldi offre servizi logistici per il trasporto di veicoli tra il Nord Europa, il Mediterraneo, l’Africa Occidentale, il Nord e Sud America.

BEI, Piano Juncker: 300 milioni a Ferrovie per i treni regionali


24 dicembre 2015 - E’ stato perfezionato ieri a Roma tra la Banca europea per gli investimenti (BEI) e Ferrovie delle Stato italiane (FS) un finanziamento di 300 milioni, attraverso la sottoscrizione di un’emissione obbligazionaria, per l’acquisto delle nuove carrozze viaggiatori destinate alle tratte regionali.

Il bond avrà anche la garanzia dell’EFSI (European fund for strategic investments), lo strumento alla base del cosiddetto “Piano Juncker” per il rilancio degli investimenti in Europa. Si tratta della nona operazione di attuazione del Piano Juncker siglata dal Gruppo BEI in Italia a partire dalla scorsa primavera. L’operazione è altamente innovativa sia per la costruzione finanziaria sia per il settore (tratte regionali).

Nel dettaglio, la BEI sottoscrive un corporate bond di FS il cui ricavato è destinato a sostenere l’acquisto di nuovi treni che copriranno le tratte regionali in Lazio, Toscana, Veneto, Piemonte e Liguria: in tutto 49 motrici e 250 carrozze a due piani. L’investimento complessivo di Trenitalia (la controllata per il traffico passeggeri) nelle cinque regioni considerate è di 700 milioni. “La BEI è da anni a fianco di Ferrovie dello Stato in tutti i suoi investimenti e sono particolarmente orgoglioso di quanto annunciamo oggi, perché è la conferma che l’Europa può essere vicino ai cittadini in modo concreto, anche con le nuove previsioni del Piano Juncker, di cui la BEI è il braccio finanziario”, ha commentato Dario Scannapieco, Vicepresidente della BEI.

Shuttle ferroviario tra porto di Napoli e Interporto Sud Europa


23 dicembre 2015 – E’ partito ieri pomeriggio il secondo convoglio ferroviario di contenitori con destinazione l’Interporto Sud Europa di Marcianise-Maddaloni. Operato da Servizi ISE, concessionario per le manovre ferroviarie, il collegamento porto-interporto sembra ormai avviato a diventare un fattore di efficienza dello scalo napoletano, che lamentava da anni la mancanza di un raccordo ferroviario che garantisse una migliore mobilità delle merci in entrata ed uscita dal porto.

Dopo un primo collegamento effettuato ad inizio mese, quello di ieri ha la valenza di operatività vera e propria. Si è trattato infatti di un convoglio di contenitori partiti dal porto allo “stato estero” e che sono stati accolti all’Interporto Sud Europa nell’importante area doganale di circa 20.000 mq, servita da un fascio di binari di 440 metri e che gode del regime A3 di temporanea custodia.

Il responsabile della logistica ISE, Antonio Zuccaro, ha così commentato: “Questi treni mirano a ridurre i tempi di permanenza in porto di un contenitore, ciò rappresenta non solo un vantaggio per l’infrastruttura portuale tutta, in quanto si evitano dei momenti di vero e proprio ingorgo che vanno a scapito di tutte le attività dello scalo, ma rappresenta un vantaggio anche per l’immagine del porto, perché rendendo più fluido il movimento delle merci nelle aree portuali ci si presenta agli armatori più competitivi riuscendo ad attirare altri traffici.”

Dichiara a Primo Magazine Antonio Campolattano AD ISE: “Ci muoviamo tra mille difficoltà cercando di fare ciò che in tutti gli altri porti gli operatori sono spronati ed aiutati a fare: aumentare l’efficienza del porto. Risulta quasi incomprensibile come per ripristinare questo collegamento ferroviario ci sia voluto tanto impegno e per mantenere l’operatività degli spazi in porto l’impegno diventa quotidiano togliendo risorse di tempo destinate allo sviluppo del lavoro.”

Per il Presidente di ISE, Salvatore Antonio De Biasio “bisogna che sia chiaro a tutto il cluster marittimo portuale che lo sviluppo di un porto (ndr, o la sua salvezza) passa per il collegamento ferroviario che questo può garantire alle merci. Fino ad oggi è stata certamente grave la mancanza di un raccordo ferroviario con il retro porto che nel caso fortunato di Napoli è rappresentato da due interporti di cui uno è nodo della dorsale inserita nella rete TEN-T.
Siamo particolarmente attenti alla direzione che sta intraprendendo il Ministero individuando una programmazione nazionale di investimenti mirati e registriamo con soddisfazione che la rete di collegamenti ferroviari tra i principali porti commerciali italiani e le infrastrutture logistiche è tra le priorità per rendere più efficiente e competitivo tutto il sistema logistico del Paese.”

Ma al di là del retro porto, essenziale ed imprescindibile valvola di sfogo per le migliaia di container che invadono le aree portuali quando si concentrano attracchi di grandi navi in poche ore uno dall’altro, Napoli ha la grande potenzialità di programmare collegamenti ferroviari diretti, considerando che dal porto ci si collega direttamente alla rete nazionale di FS.

MDC

Porto di Venezia, da un concorso di idee alla realtà


23 dicembre 2015 – Sono Andrea Centenaro, Helga Trevisan e Daniele Pugiotto i tre giovani dipendenti dell’Autorità Portuale di Venezia che, partecipando al concorso “Premio per l’innovazione 2014” bandito ogni anno tra i dipendenti del Porto di Venezia, hanno trovato la soluzione per risolvere un problema di accessibilità lungo le vie confinanti con lo stabilimento Fincantieri e valorizzare l’area demaniale sotto alla rampa di Porto Marghera (Via della Libertà e Via del Commercio).

Per questo è stato proposto (e sarà realizzato nel 2016) un investimento di 100mila euro a cura di Autorità Portuale di Venezia (con un contributo di 10mila euro da parte di Fincantieri) che consentirà di realizzare una doppia corsia di ingresso al porto sulla Rampa Commerciale di Marghera eliminando le due linee di parcheggi ai lati della rampa e restituendo accessibilità stradale efficiente al porto. L’area sotto la rampa invece, verrà sanificata e infrastrutturata a parcheggio (illuminazione, nuovo fondo stradale, scala di raccordo, dispositivi di riconoscimento, sistema antincendio ecc) per oltre 111 posti auto coperti e scoperti che verranno dati in concessione a Fincantieri e destinati alle ditte appaltatrici che lavorano con il cantiere.

“I miei complimenti ad Andrea, Helga e Daniele che hanno saputo interpretare al meglio le richieste del concorso di idee elaborando una soluzione che consente di migliorare l’accesso al porto e valorizzare un’area degradata a beneficio del porto e della città. Hanno curato il progetto nei minimi dettagli studiando tutte le fasi dall’ideazione alla realizzazione passando per la contrattazione del canone demaniale con Fincantieri e hanno saputo portare a casa un risultato eccellente eliminando così inefficienze e degrado”, ha dichiarato il Segretario Generale di APV Claudia Marcolin.

Unione Industriali e Confcommercio sul porto di Napoli


23 dicembre 2015 - L’Unione Industriali e la Confcommercio, rappresentanti di forze produttive napoletane che sono parte imprescindibile del sistema portuale, hanno predisposto un documento per definire le prospettive di sviluppo del porto di Napoli, nella convinzione che l’efficienza e l’elevata qualificazione di questo sistema costituiscono, in molteplici settori (da quello turistico a quello produttivo), uno dei punti cardine su cui Napoli deve fondare il suo indiscutibile ruolo di capitale del Mezzogiorno.

 Il documento si è basato su un’attività di ascolto degli operatori portuali effettuata negli scorsi mesi. I pareri degli operatori portuali sono stati raccolti in incontri singoli e di gruppo, in base alle categorie merceologiche di appartenenza, con l’obiettivo ben preciso di far emergere problematiche e istanze da mettere poi a fattor comune grazie al supporto di autorevoli consulenti. Il metodo dell’ascolto del territorio, in particolare degli stakeholder, è fondamentale per la pianificazione e programmazione di strategie caratterizzate da armonia e integrazione degli interventi. In questo senso, il documento predisposto costituisce una novità assoluta che ha l’ambizione di offrire un contributo critico propositivo, efficace e incisivo, per accelerare la definizione delle linee di rilancio dello scalo napoletano.

Il contributo è rivolto in particolare, ma non solo, alle istituzioni e ai diversi attori che hanno il compito di orientare, di articolare e di concretizzare le ipotesi di sviluppo del porto di Napoli all’interno di uno scenario complesso e in continua trasformazione, che richiede di tenere insieme tradizione e innovazione, realismo e progettualità, concretezza e immaginazione, località e globalità, urgenze e scenari di futuro. Il lavoro sviluppato per la redazione del documento si èsovrapposto temporalmenteall’approvazione da parte del Consiglio dei Ministri del Piano Strategico Nazionale della Portualità e della Logistica.

Nella vision del Piano, il sistema portuale e logistico dovrà: - Contribuire da protagonista alla ripresa economica del Paese; - Essere strumento attivo di politica euro-mediterranea; - Costituire un architrave della politica di coesione e della crescita del Mezzogiorno; - Fungere da garanzia e motore nella promozione della sostenibilità. Il documento promosso per il porto di Napoli da Unione Industriali e Confcommercio s’inquadra in queste linee portanti.

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